Roma 43.13   

          

Roma - 8 settembre 1943 - L'armistizio
Alle 19,45 Pietro Badoglio legge alla radio: " Il governo italiano, riconosciuta la impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane.
La richiesta è stata accolta.
Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo.
Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza"

Subito i tedeschi iniziano le operazioni volte all'occupazione del territorio italiano, inclusa la capitale, e alla neutralizzazione delle truppe italiane schierate su tutti i fronti.


La sera dell’8 settembre 1943, gli esponenti comunisti Luigi Longo e Antonello Trombadori e il cattolico Adriano Ossicini si accordano con il generale Giacomo Carboni per prendere in consegna un carico di armi da distribuire alla popolazione in vista dell’attacco tedesco. Le armi, prelevate da alcune caserme, sono caricate su tre autocarri e depositate durante la notte presso magazzini e case private, in particolare: nel retrobottega del barbiere Rosica di Via Silla 91 (rione Prati) , al museo storico dei bersaglieri di Porta Pia, all’officina Scattoni di Via Galvani (Testaccio) e nell’officina di biciclette Collalti a Via del Pellegrino (Campo de' Fiori).

La mattina del 9 settembre, mentre il Re con tutta la famiglia e i più alti vertici dell’esercito scappa da Roma diretto a Brindisi, le avanguardie tedesche investono la città, contrastate in vari punti della cintura urbana e, in qualche caso, a ridosso del centro, dalla reazione spontanea e non coordinata di singoli reparti militari, che erano rimasti privi di ordini, e di civili in armi che, assieme, oppongono un'eroica quanto vana resistenza all'urto organizzato e concertato delle truppe germaniche.
La prima ad opporre resistenza è la divisione Granatieri al Ponte della Magliana, poi civili e militari combattono alla Montagnola, poi, man mano che i tedeschi avanzano, si combatte a porta San Paolo, dove sono utilizzate le armi che erano state nascoste a via Galvani, poi a San Giovanni, fino a piazza dei Cinquecento.

Nella mancata difesa di Roma restano sul campo 1.167 caduti tra i militari e circa 120 civili, incluse decine di donne e persino una suora impegnata come infermiera in prima linea.
 

col patrocinio

                                  


I testimoni

 

                     

                              Ada - 1933                     Agostino Di Pasquale - 1910      Alessandro Mancinotti - 1925

 

                     

                 Anna Filippini Lera - 1914                  Anna Polci - 1930                   Arnaldo Bavicchi - 1932

 

                     

                     Arvedo Forni - 1919                     Arvedo Forni - 1919                   Bruno Giordano - 1921

 

                         

                 Carolina Zancolla - 1920              Carolina Zancolla - 1920          Centro Anziani Monte Mario           

 

                      

                    Clara Palomba - 1933                Domenico Spalloni - 1919                Ebe Artibani - 1930

 

                        

                 Filippo Buongarzoni - 1932        Francesco Di Michele - 1931              Gina Neri - 1929

 

                      

                     Guido Bianchedi - 1920              Irene Bellomarini - 1923                 Lello Perugia - 1919

 

                          

                      Leone Fiorentino - 1923                 Livia Portolan - 1919                        Luciano - 1937

 

                       

                        Luigia Flaviani - 1946               Marella Marisi - 1926            Maria Luisa Verniconi - 1930

 

                            

                        Mario Battistini - 1924              Mario Romanelli - 1930             Mauro Alessandri - 1930

 

                                 

                         Max Giacomini - 1922             Remo Comanducci - 1923            Renato Cardarelli - 1923

                 

 

                         

                        Riccardo Rinaldi - 1927                Romano Sablich - 1924                Rosario Militello - 1925

 

                         

                         Shlomo Venezia - 1923                Teresa Petracci - 1943          Vera Michelin Salomon - 1923

 

                     

                       Vincenzo Colella - 1915             Vittoria Ottolenghi - 1924

 


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