"settanta"

Roma e il Lazio 44.14

 

Roma - 24 marzo 1944

Il giorno prima un gruppo dei GAP comandato da Rosario Bentivegna aveva compiuto un attentato a Via Rasella durante il quale erano morti 33 militari tedeschi. Per rappresaglia il comando tedesco dispose l'uccisione di dieci italiani per ogni tedesco ucciso. fu il punto di arrivo di veloci consultazioni dove sulle prime si parlò di radere al suolo l'intero quartiere ed eliminare gli abitanti, dove sembra che Hitler avesse detto di uccidere dai 30 ai 50 italiani per ogni tedesco morto.

Vennero scelti prigionieri che erano stati già condannati a morte o all'ergastolo e prigionieri in attesa di giudizio che sarebbero stati probabilmente condannati a morte. E si dispose l'esecuzione immediata.

Non fu fatto nessun appello alla popolazione e agli attentatori perchè questi ultimi si presentassero per evitare la rappresaglia (dichiarazioni sia di Kesserling che di Kappler)

si scoprì che nelle carceri di Regina coeli e di Via Tasso i condannati a morte erano solo 3 a cui si aggiungevano solo 13 detenuti la cui condanna sarebbe stata la pena di morte. Si decise così di aggiungere alla lista 57 ebrei in attesa di deportazione, tutti quelli colpevoli di essere noti comunisti, il colonnello Cordero Lanza di Montezemolo capo del Fronte Militare clandestino dell'esercito, don Pietro Pappagallo...

Alle 14 la lista era pronta.

Le esecuzioni cominciarono alle 15,30.

Un ufficiale chiedeva il nome al prigioniero, controllava la lista; un militare illuminava il prigioniero con un torcia e un altro militare sparava al prigioniero un colpo dall'alto in basso all'altezza del collo: si riteneva che questo avrebbe causato una morte immediata.

Furono fatti 67 turni

Man mano che i cadaveri si accumulavano, i prigionieri venivano fatti salire sulla pila di corpi per essere uccisi. Col passare del tempo la precisione cominciò a calare, alcuni prigionieri non morirono sul colpo e furono finiti con altri colpi, alcuni corpi furono mutilati.

Furono uccisi anche gli ultimi cinque uomini in più perchè avevano visto tutto.

L'eccidio terminò alle 20.

La cava venne fatta saltare con le mine per nascondere la rappresaglia.

 


i testimoni

 

           

           Luigina Del Bosco - 1929              Carla Capponi - 1918
 

 

 





 

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